Biografia
Oltre mezzo secolo di informazione
Professionista appassionato, oratore brillante, uomo di televisione nel senso più profondo del termine, Emilio Fede ha saputo imporsi per uno stile diretto, personale, spesso provocatorio, che ha diviso il pubblico ma non ha mai lasciato indifferenti.
Ha intervistato capi di Stato, raccontato guerre, crisi internazionali, grandi eventi storici. Ma ha anche costruito un rapporto unico con i telespettatori italiani, diventando una figura familiare e, per molti, un’icona pop.
Il suo nome è legato a una stagione in cui il giornalismo televisivo era forma e sostanza, parola e presenza scenica, notizia e narrazione.
1931
Nacque a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) da un maresciallo maggiore dei Carabinieri che lavorò in Etiopia per diversi anni e da una cantante d’opera. Trascorse parte della giovinezza a San Piero Patti (ME), paese d’origine della famiglia, dove frequentò la scuola dell’obbligo. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, si trasferì con la famiglia a Roma dove conseguì il diploma di maturità classica.
PRIMI ANNI DI VITA
Cominciò giovanissimo l’attività di giornalista collaborando con Il Momento – Mattino di Roma, per poi passare alla Gazzetta del Popolo di Torino, di cui divenne inviato speciale. Nel 1958 incominciò a collaborare con la Rai come conduttore a contratto del programma Il circolo dei castori assieme a Enza Sampò – con la quale ebbe anche una breve relazione – e a Febo Conti, passando così dalla carta stampata alla televisione. A partire dal 1961 il rapporto con la Rai divenne esclusivo.
Gli Inizi
Anni 50
Anni 60
Inviato speciale in Africa per otto anni, realizzò servizi in oltre 40 Paesi nel periodo della decolonizzazione e dell'inizio delle guerre civili. L'esperienza terminò a seguito di una malattia e di un contenzioso sulle spese di viaggio. Lavorò poi con Sergio Zavoli nella redazione della trasmissione d'inchiesta TV7, il settimanale di approfondimento del TG1. Uno dei suoi contributi più significativi fu un servizio sulle conseguenze sulla salute umana dell'impiego di ormoni nella crescita dei bovini.
Inviato Speciale
Dal 1976 fu per cinque anni conduttore del TG1, in particolare della prima edizione a colori il 28 febbraio del 1977, e dal 1981 lo diresse per due anni; sotto la sua direzione la testata trasmise la celebre diretta, condotta da Piero Badaloni, relativa all’incidente di Vermicino, durata ben 18 ore e seguita da circa 25 milioni di telespettatori, primo esempio di cronaca in tempo reale di un avvenimento fortemente negativo, e perciò di quella che negli anni fu denominata: “TV del dolore”. Nel 1983 e 1984 condusse il programma di intrattenimento Test, che andava in diretta concorrenza con Superflash trasmesso da Canale 5. Nel 1983 su Rai 1 andò in onda Obiettivo su…, curato da Fede e da Sandro Baldoni e dedicato all’attualità; in quegli stessi anni Fede fu anche nominato vicedirettore del TG1.
Il rapporto con la Rai terminò nel 1987, a seguito di un processo per gioco d’azzardo finito con l’assoluzione e per il cambiamento degli accordi politici.
Gli anni in RAI
Anni 70/80
Anni 80
Nel 1989 passa alla Fininvest di Silvio Berlusconi, dapprima come direttore di Videonews, poi di Studio Aperto, notiziario di Italia 1, che il 16 gennaio 1991 fu il primo telegiornale in Italia ad annunciare in diretta l’inizio dell’operazione Desert Storm durante la guerra del Golfo, proprio nel giorno della sua prima messa in onda. Studio Aperto fu anche il primo telegiornale a informare della cattura dei due ufficiali dell’Aeronautica Militare italiana Gianmarco Bellini e Maurizio Cocciolone.
Dal 20 settembre del 1990, tutti i giovedì, in seconda serata su Rete 4, conduce il rotocalco settimanale d’attualità Cronaca, supplemento d’informazione da lui curato per gli appassionati di cronaca-spettacolo, con un’audience attestata intorno al milione e 300.000 spettatori.
Il passaggio alla fininvest
Nel 1992 venne nominato alla direzione del TG4, il nuovo telegiornale di Rete 4, sostituendo Edvige Bernasconi, pur rimanendo formalmente direttore di Studio Aperto fino al 1993.
Dal 28 novembre 1997 e poi nel 1999 conduce su Rete 4 il ciclo Le grandi interviste, interviste-ritratto di mezz’ora a personaggi come: Clara Agnelli Nuvoletti, Massimo D’Alema, Umberto Bossi, Simona Ventura e Pippo Baudo. Il 25 febbraio 1998 ha condotto in prima serata su Canale 5 il falso televisivo Indagine sulla canzone truccata, dove ha raccontato il finto arresto di Iva Zanicchi.
Nel luglio del 2004 conduce il TG4 in diretta da Nāṣiriyya per portare la sua solidarietà ai militari italiani colpiti dall’attentato del 12 novembre 2003.
Direzione del TG4
Anni 90
2012 – 2014
Il 28 marzo 2012, a seguito di una trattativa con Mediaset non andata a buon fine, la società solleva Emilio Fede dalla direzione del TG4. L’azienda di Cologno Monzese afferma in un comunicato che non è stato possibile arrivare a una risoluzione del rapporto in modo consensuale.
Nell’agosto del 2012 Emilio Fede approda al canale del digitale terrestre Vero Capri, presente al numero 55, dove incomincia a condurre una rubrica settimanale di attualità politica ed economica intitolata Attualità con Fede.
Tra il 2013 e il 2014 è direttore editoriale del quotidiano La Discussione, in passato già organo della Democrazia Cristiana per le Autonomie, movimento politico di centro-destra di Gianfranco Rotondi, esistito dal 2005 al 2009, quando è confluito ne Il Popolo della Libertà.